SIGNORI E SIGNORE
Signore e signori,
non vi chiedo di capirmi.
Vi chiedo solo di accettare che esistano creature come me:
ingombranti, silenziose, fuori catalogo.
E che sì, dormono con le scarpe.
Non per partito preso,
ma perché il mondo è scivoloso
e i sogni — a volte — fanno male ai piedi.
Se questa mia abitudine vi confonde,
pensate a tutte le cose assurde che fate voi ogni giorno.
Tipo rispondere “bene” quando va tutto male.
Tipo dire “ho solo cinque minuti” e poi restare una vita.
Tipo accettare l’ordinario come fosse inevitabile.
Io ho solo scelto un gesto diverso.
E se vi sembra ridicolo, sappiate che è un ridicolo comodo.
Ben accollato, ché i lacci non s’usano più.
In saldo, forse. Ma un gesto tutto mio.
Ora vi saluto.
Con lentezza, con rispetto, con il rumore solenne dei miei passi notturni.
Non inchinatevi.
Non applaudite.
Camminate, magari.
Con qualsiasi cosa ai piedi.
E se una notte, nel dormiveglia, sentite un passo pesante,
non preoccupatevi.
È solo l’Elefante in voi.
Che sogna.
E non si toglie le scarpe per farlo.
Commenti
Posta un commento