L'ULTIMA NOTTE DI GREENWOOD
Tulsa, Oklahoma – 31 maggio 1921 Quando Isaiah Walker abbassò la serranda della sua bottega era quasi buio. Prima di infilare la chiave nella serratura, si voltò un'ultima volta verso il locale. La chitarra era rimasta appesa accanto allo specchio più grande, il libro di poesie era ancora aperto sul tavolo e, tra le sue pagine, riposavano alcuni fogli che nessuno aveva mai letto. Erano versi scritti nelle notti d'insonnia, parole che non aveva avuto il coraggio di mostrare nemmeno a sua moglie Evelyn. Sorrise. Sarebbe tornato il mattino dopo. Greenwood, a quell'ora, aveva il volto tranquillo di tutte le sere. Il profumo del pane usciva dalla panetteria, il Dreamland Theatre stava svuotando la sala dell'ultimo spettacolo e davanti alla banca due uomini continuavano una discussione sul baseball iniziata chissà quando. Isaiah salutò il farmacista, il droghiere e la maestra della scuola elementare. In quel quartiere quasi tutti si conoscevano per nome. Lo chiamavano Black...
