L'ultimo Ulivo

Gli uomini hanno una strana idea degli alberi. Pensano che siano immobili. Che servano soltanto a fare ombra, frutti o legna.

Gli elefanti lo sanno, invece, che gli alberi camminano. Non con il tronco. Con la memoria.

In Palestina c'era un ulivo che nessuno riusciva a ricordare giovane. Il nonno diceva che era già grande quando suo nonno era bambino. Ogni anno regalava olive, ombra e silenzio. Sotto i suoi rami si erano celebrate feste, pianti, promesse di matrimonio, riconciliazioni. C'era chi aveva inciso una data sul tronco, chi una sola iniziale, chi vi tornava ogni primavera soltanto per sedersi qualche minuto senza dire niente.

L'ulivo ascoltava tutti. Non aveva mai preso parte a una discussione.

Un giorno arrivò la guerra.

La guerra non sa distinguere un soldato da un albero. Vide soltanto un ostacolo. Quando tutto finì, del grande ulivo rimanevano un tronco spezzato e radici che sembravano mani aperte verso il cielo.

Qualcuno pianse.

Qualcuno raccolse un pezzo di corteccia.

Qualcuno disse che era finita.

Passarono i mesi. Poi un bambino vide qualcosa. Tra le crepe della terra spuntava un germoglio. Era così piccolo che bisognava inginocchiarsi per accorgersene.

Corse a chiamare il nonno. L'uomo si sedette accanto a quella fogliolina tenera e sorrise.

«Vedi? Gli ulivi conoscono un segreto.»

«Quale?»

«Non crescono verso il cielo. Crescono dalle radici.»

Il bambino rimase a guardarlo e chiese con la voce piena di curiosità.

«Allora tornerà come prima?»

Il nonno scosse lentamente la testa.

«No. Tornerà diverso. Ma tornerà.»

Gli elefanti conoscono bene questa storia.

Quando perdono uno dei loro, restano accanto alle ossa. Le sfiorano con la proboscide. Sembrano ricordare che la vita non finisce quando scompare un corpo, ma quando si smette di custodirne la memoria. Forse anche gli ulivi fanno lo stesso.

Continuano a vivere sotto terra, in silenzio, aspettando il momento giusto per ricordare agli uomini una verità semplicissima.

Puoi spezzare un tronco. Puoi bruciare i rami. Puoi perfino credere di aver vinto.

Ma finché una radice continuerà a cercare la luce, ci sarà sempre qualcuno disposto a ricominciare.

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